Quanto costa? Quanto risparmio?

In Italia il pellet è molto usato nel riscaldamento domestico, più comunemente di quanto si pensi. Lo dicono i dati relativi al consumo nazionale che, con circa 3,3 milioni di tonnellate utilizzate nel 2016, pongono il nostro paese al primo posto in Europa per consumo di pellet nel settore residenziale, primato che l’Italia ha ormai da molti anni.

Anche i consumi sono stati in tendenziale crescita in questi ultimi anni (grafico1), a dimostrazione della progressiva affermazione del l’uso di questo biocombustibile legnoso tra gli utilizzatori domestici. Nel 2016 il pellet è stato impiegato in oltre 2,5 milioni di installazioni (vedi grafico2) delle quali il 96% sono apparecchi domestici. I motivi del successo del pellet sono riconducibili alla semplicità d’impiego; Infatti è possibile utilizzare un biocombustibile economico e contemporaneamente caratterizzato da elevato potere calorifico in sistemi di riscaldamento completamente automatici.

Ma cos’è il pellet?

Il pellet è un biocombustibile, usato prevalentemente per riscaldamento, formato da piccoli cilindri di legno vergine pressato, con diametro di 6 mm e lunghezza variabile tra i 5 e i 40 mm.

È prodotto attraverso un processo industriale che prevede l’essiccazione della segatura( scarto di lavorazione del legno) E il relativo comportamento per ottenere un prodotto che garantisce bassi tassi di umidità e di ceneri; grazie a questa lavorazione il pellet ha un contenuto energetico molto alto e a parità di volume produce molto più calore rispetto alla classica legna da ardere.

Inoltre è Importante sottolineare come il processo produttivo per ottenere il pellet non prevede assolutamente l’uso di colla o sostanze chimiche: durante l’operazione della pressatura, infatti, grazie alle elevate temperature raggiunte è la lignina, naturale componente del legno, che si fonde e funge da collante naturale per la segatura. Anche la normativa in vigore è molto chiara sul punto: secondo il d.lgs. 152/2006 per poter essere venduto il pellet deve essere prodotto con materia prima assolutamente vergine e non trattata chimicamente, né con vernici né con collanti.

Come riconoscere la qualità

Quando arriva il momento di acquistare il pellet per il riscaldamento della propria casa è importante sapere riconoscere un prodotto di qualità e nel caso del pellet, non essendoci differenze facilmente riconoscibili a occhio nel prodotto virgola la differenza la fa il marchio di qualità Enplus.

Enplus e la certificazione internazionale del pellet a garanzia che il prodotto sia controllato lungo tutta la filiera, dalla materia prima alla consegna, è che sia qualitativamente uguale a prescindere del paese di provenienza.

La certificazione Enplus prevede una classificazione di Enplus di qualità: A1, A2 e B.

Perché scegliere EnPlus?

Per la buona qualità dell’aria.

Scegliere pellet certificato Enplus per riscaldare la propria casa significa affidarsi a una fonte energetica e consente di emettere fino a 10 volte meno CO2 rispetto alle fonti fossili tradizionali e che riduce le emissioni di polveri sottili fino a 4 volte rispetto alle polveri emesse da stufe o caldaie che usano pellet non certificato.

Per risparmiare sul riscaldamento.

Il pellet per il riscaldamento domestico può essere utilizzato in una stufa, per il riscaldamento di una o più stanze di casa, o in una caldaia per riscaldamento di tutta l’abitazione o anche di un intero condominio.

Quanto costa?

Per riscaldare una casa di 100 metri quadri sono necessari, nell’arco di un anno, circa 12 MWh di energia. Secondo le rilevazione sui prezzi dei biocombustibili legnosi che Aiel svolge trimestralmente, per produrre 1Mwh di energia con il pellet Il costo è pari a €65.(grafico 3)

Caldaia a pellet. Se si sceglie di riscaldare Questi 100 metri quadri con una caldaia a pellet, il costo per l’acquisto del combustibile rinnovabile è di €780 per tutto l’inverno. Ciò consente un risparmio del 13% rispetto al metano, del 51% rispetto al gasolio, del 72% rispetto al GPL.(vedi tabella)

  • TIPO
    CALDAIA
  • CALDAIA PELLET
  • CALDAIA METANO
  • CALDAIA GASOLIO
  • CALDAIA GPL
  • COSTO DI RISCALDAMENTO
  • 780.00€
  • 900.00€
  • 1584.00€
  • 2796.00€
  • RISPARMIO GRAZIE AL PELLET €/%
  • CALDAIA PELLET
  • 120.00€ / 13%
  • 804.00€ / 51%
  • 2016.00€ / 72%

Stufa a pellet. Se si sceglie, invece, di integrare l’impianto di riscaldamento esistente con una stufa a pellet a integrazione della caldaia esistente, e Supponendo che la stufa contribuisca per il 50% a riscaldamento dell’abitazione, il costo per l’acquisto del biocombustibile legnoso diventa pari a trecento novanta euro </money>, valore che va a sommarsi al costo del combustibile necessario per l’alimentazione della caldaia: €450 nel caso del metano, €792 nel caso del gasolio e €1398 nel caso del GPL. (vedi tabella)

TIPO CALDAIACOSTO PELLET STUFACOSTO COMBUSTIBILE FOSSILE (CALDAIA)COSTO TOTALE DI RISCALDAMENTORISPARMIO PELLET €/%
Stufa a pellet + caldaia a metano390.00€450.00€804.00€60.00€ / 7%
Stufa a pellet + caldaia a gasolio390.00€792.00€1182.00€402.00 / 25%
Stufa a pellet + caldaia a GPL390.00€1398.00€1788.00€1008.00€ / 36%

L’integrazione al 50% di una stufa a pellet con impianto di riscaldamento esistente a Fonte fossile Permette un risparmio del 6% sul riscaldamento totalmente a metano virgola del 25% sul riscaldamento totalmente a gasolio e del 36% sul riscaldamento totalmente a GPL.

Incentivi per acquistare una stufa a pellet.

Il risparmio sulla bolletta energetica grazie al pellet quindi non è male, Considerando che esistono delle agevolazioni all’acquisto di una stufa alimentata con questo bio combustibile legnoso: le detrazioni fiscali oppure il conto termico 2.0.

Il conto termico è un incentivo statale che promuove gli interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. In particolare per quanto riguarda il settore delle biomasse legnose il conto termico incentivo alla sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile, Carbone o biomassa, con moderni generatori a biomassa legnosa prevedendo una maggiorazione dell’incentivo quanto migliori sono le performance emissive del nuovo generatore.

L’incentivo del conto termico può arrivare a coprire fino al 65% dell’investimento necessario a sostituire una stufa obsoleta con una tecnologica e di moderna concezione e viene erogato tramite bonifico bancario.